Ieri ho scritto ieri di #resilienza del modello di business.
Alla fine ho messo pure un hashtag #antifragilità.
Ora chiarisco, e spero di farlo in modo corretto alcune questioni “generali” su questi due termini. A mio uso ma anche per chi interessa. Chiaramente ho cercato di essere sintetico ma documentato.
La resilienza e l’antifragilità sono due concetti correlati ma distinti che descrivono come un sistema o un’entità risponde alle sfide e alle avversità e questo è molto chiaro.
La principale differenza tra resilienza e antifragilità risiede nella risposta alle avversità.
Mentre la resilienza mira a mantenere uno stato di equilibrio e adattarsi,
l’antifragilità abbraccia il caos come un’opportunità di miglioramento. Lo dicono in tanti.
Più specificamente:
- Resilienza:
- La resilienza è la capacità di resistere e far fronte alle difficoltà o agli eventi molto stressanti. Una persona resiliente è resistente, forte, flessibile.Se la resilienza è la capacità di resistere alle batoste senza destabilizzarsi, l’antifragilità è qualcosa di più. [e fa piacere saperlo!]
- La resilienza mira a mantenere uno stato di equilibrio e adattarsi.
- Antifragilità:
- L’antifragilità va al di là della resilienza e della robustezza. Ciò che è resiliente resiste agli shock e rimane identico a sé stesso; l’antifragile migliora. L’antifragilità non solo è resistenza, ma anche capacità di imparare dalle avversità per tornare a essere più forti di prima.L’antifragilità abbraccia il caos come un’opportunità di miglioramento.
- L’antifragilità richiede qualcosa in più: il reinventarsi e il trasformare le proprie abilità per rispondere meglio agli eventi futuri.
Nell’ambito di una organizzazione quali possono essere i fattori che favoriscono lo sviluppo dell’antifragilità? [da letteratura].
- Cultura aperta all’apprendimento e all’innovazione:
- È importante creare una cultura aziendale che incoraggi l’apprendimento continuo, la sperimentazione e l’innovazione.
- Questo significa essere aperti a nuove idee, anche se non ancora testate, e vedere gli errori come opportunità di crescita.
- Leadership antifragile:
- I leader giocano un ruolo chiave nel promuovere l’antifragilità. Devono abbracciare l’incertezza, essere pronti ad adattarsi e incoraggiare il loro team a fare lo stesso.
- I leader antifragili sono in modalità di apprendimento continuo, aperti al feedback e capaci di delegare le decisioni ai team operativi.
- Strutture organizzative flessibili:
- Strutture gerarchiche rigide possono ostacolare l’antifragilità. Invece, strutture più piatte e flessibili, che promuovono la collaborazione e l’autonomia dei team, possono favorirla.
- Questo permette una maggiore agilità nel rispondere ai cambiamenti e alle sfide.
- Diversificazione:
- Diversificare le attività, i mercati e le competenze può rendere un’organizzazione più antifragile.
- Questo riduce la dipendenza da singoli fattori e aumenta la capacità di adattarsi a contesti in evoluzione.
- Ridondanza e decentralizzazione:
- Incorporare ridondanza nei sistemi e decentralizzare i processi decisionali può aumentare l’antifragilità.
- Questo permette all’organizzazione di continuare a funzionare anche se alcune parti sono sotto stress o falliscono.
- Apprendimento dagli errori:
- Vedere gli errori e i fallimenti come opportunità di apprendimento è fondamentale per l’antifragilità.
- Questo richiede un ambiente psicologicamente sicuro in cui le persone si sentano a proprio agio nell’ammettere e discutere gli errori.
- Sperimentazione continua:
- Incoraggiare la sperimentazione continua, anche su piccola scala, può aiutare a sviluppare l’antifragilità.
- Questo permette all’organizzazione di testare nuove idee, imparare rapidamente e adattarsi in base ai risultati.
In sintesi, sviluppare l’antifragilità richiede un cambiamento culturale e di mindset a tutti i livelli dell’organizzazione. Richiede di abbracciare l’incertezza, l’apprendimento continuo e la sperimentazione. Con le giuste strutture, pratiche e leadership in atto, le organizzazioni possono non solo resistere alle sfide, ma prosperare grazie ad esse.
Grazie all’all’ amico Oliviero Casale che mi ha introdotto ai concetti.